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ASSISTENTI VIRTUALI: ALLEATI O MINACCE ALLA PRIVACY?

Nell'attuale panorama tecnologico, gli assistenti digitali rappresentano una presenza sempre più diffusa nelle nostre case e nei nostri uffici. Questi dispositivi, noti anche come "smart speaker", tra cui Alexa, Google Home e Siri, sono diventati parte integrante della nostra vita quotidiana, offrendo rapide risposte alle nostre domande e semplificando numerose attività. Tuttavia, dietro alla loro apparente utilità, sono sorte significative preoccupazioni riguardo alla privacy e alla sicurezza dei dati personali degli utenti.

 

Una delle principali questioni riguarda la modalità di attivazione degli assistenti digitali. Sebbene la loro funzionalità base sia rispondere a comandi vocali diretti, è emerso che possono attivarsi anche in risposta di frasi che suonano simili alle parole chiave predefinite, i cosiddetti “falsi positivi”. Questo fenomeno fa sì che gli assistenti digitali potrebbero essere attivati inavvertitamente e ascoltare le nostre conversazioni senza un consenso esplicito, che solitamente viene dato attraverso le “wake word”, le parole predefinite per attivare le funzionalità dell’assistente vocale, come “Ehi Siri” o “Ok Google”.

 

Uno studio condotto dalla Northeastern University e dall'Imperial College di Londra ha dimostrato che gli smart speaker possono attivarsi fino a 19 volte al giorno, anche durante la visione di programmi televisivi, registrando conversazioni senza che gli utenti ne siano consapevoli.

Questa situazione ha sollevato numerosi interrogativi circa la nostra sicurezza e privacy all'interno delle nostre case: in questo modo rimane sempre il dubbio se le informazioni raccolte dagli assistenti digitali vengono utilizzate in modi non autorizzati o persino essere compromesse da app di terze parti.

 

Un altro aspetto da considerare è la registrazione audio da parte degli assistenti digitali anche in assenza di comandi espliciti da parte degli utenti. Google ha ammesso che il loro assistente digitale registra l'audio degli utenti anche senza l'attivazione tramite la parola chiave "Ok Google", sollevando interrogativi sul controllo e l'uso delle registrazioni audio da parte dell'azienda.

 

Se in passato chiudere a chiave la porta di casa poteva bastare come misura di sicurezza, oggi la situazione è radicalmente cambiata. L'interconnessione di quasi tutti gli elettrodomestici di uso quotidiano alla rete Internet ha aperto nuovi orizzonti, ma ha anche introdotto nuove criticità legate alla privacy.

L'idea di poter monitorare la propria casa tramite telecamere interne collegate a Internet offre una sensazione di sicurezza, consentendo di tenere sotto controllo l'ambiente domestico anche quando si è lontani. Tuttavia, sorge il legittimo interrogativo se terze parti possano tentare di accedere a queste telecamere per violare la privacy degli abitanti.

Inoltre, l'interconnessione dei vari dispositivi "intelligenti" crea un vero e proprio ecosistema digitale all'interno delle nostre abitazioni e dei nostri uffici. Questo sistema, sebbene offra numerosi vantaggi in termini di automazione e comodità, espone gli utenti a nuovi rischi. A partire da un singolo dispositivo connesso, le vulnerabilità possono diffondersi rapidamente a tutti gli altri membri dell'ecosistema, con conseguenze potenzialmente catastrofiche per la sicurezza dei dati.

 

Un esempio di questa nuova frontiera è rappresentato da "Sidewalk", una funzione introdotta nel 2021 da Amazon che permette di condividere una parte della connessione Internet degli utenti di dispositivi Alexa con altre persone nelle vicinanze. Sebbene questa funzione possa sembrare innocua, in realtà consente ad Amazon di mappare gli individui che utilizzano dispositivi connessi.

 

Di fronte a tali insidie, è fondamentale acquisire consapevolezza e adottare precauzioni nell'utilizzo degli assistenti digitali. Il Garante per la Protezione dei Dati Personali fornisce utili linee guida per proteggere la propria privacy, che includono la scelta oculata delle parole di attivazione, la disattivazione dei microfoni o delle videocamere quando non necessari e la verifica delle impostazioni di sicurezza del dispositivo.

Inoltre, è importante mantenere costantemente aggiornati i sistemi di protezione antivirus sui dispositivi connessi e considerare l'opzione di disattivare completamente gli assistenti digitali se non indispensabili. Nel caso si decida di disfarsi di uno di questi dispositivi, è essenziale cancellare completamente i dati al suo interno per garantire la tutela della propria privacy.

 

In conclusione, l'utilizzo degli assistenti digitali comporta sfide e responsabilità in termini di privacy e sicurezza. È necessario essere consapevoli dei rischi e adottare misure preventive per proteggere i propri dati e la propria privacy in un mondo sempre più connesso digitalmente.

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Rassegna stampa relativa al Data Protection Forum 2024, svolto a Treviso, presso l'auditorium Fondazione Cassamarca il giorno 10 maggio 2024 dalle ore 9:00.

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